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Recensioni
Devo essere sincero. Mi è particolarmente gradita l’occasione di stilare alcune note critiche per l’artista Vittorio Gisberto Mariotti. Dobbiamo ammettere che nelle sue opere traspare un attento e acuto spirito di osservazione, un illimitato soffio spirituale che sono tra le caratteristiche più importanti della sua pittura, quasi una costante del suo modo di esprimersi attraverso il segno ed il colore. A mio avviso, la sua è quasi un’orchestrazione su un piano veramente cromatico, grazie al quale il nostro artista allinea tutte le sue sensazioni. Del resto, la sua lunga esperienza maturata nel campo delle Arti figurative, ha ancor più affinato le eccellenti doti naturali che gli hanno permesso di ottenere dei risultati molto lusinghieri. La sua vena pittorica, legata, alla nostra migliore tradizione figurativa ha creato delle composizioni di particolare intensità luminosa grazie ad una tavolozza molto mossa e variegata opere che nascono sicuramente da una viva e sincera ispirazione. Mi preme mettere in evidenza che le immagini del nostro artista Vittorio Gisberto Mariotti evocano dei significativi momenti di vita, degli oggetti e delle “nature silenti” come preferiva chiamarle il compianto Maestro Giorgio De Chirico  descritti con estrema semplicità e naturalezza, di modo che  come per incanto in una suggestiva articolazione di forme e di colori si fondono realtà e poesia. Tra le moltissime opere dipinte dall’artista d’intonazione figurativa  ne cito solo alcune  a caso  come: “Natura Morta del 1945”, “Effluvio Floreale”, che  a mio avviso  confermano tra l’altro le sue invidiabili qualità umane con la semplicità, l’umiltà, l’amore per le bellezze naturali, la stima e il rispetto per la personalità altrui. Possiamo notare come l’artista con animo lieto, con viva commozione e con notevole partecipazione emotiva dipinga tutto ciò che la sua anima sente, avverte e gli offre dei motivi d’ispirazione per le sue rappresentazioni. La pittura è anche vita, suono, racconto, studio di personalità e sentimenti, inquietudini, sogni, ideali, idealità, aspettative, visioni, gioie e perciò è necessario esprimerli, esternarli e comunicarli per poterci riflettere su. Come possiamo notare con le varie esperienze anche nel campo delle Arti figurative, la pittura dell’artista Vittorio Gisberto Mariotti acquista delle valenze segniche e cromatiche, ricche di un’intonazione ancor più lirica e delicata che richiamano il surrealismo ma con segni, codici, timbri e colori molto personali. Certamente una pittura che cambia con la vita, tra mille affanni, tormenti, gioie, dolori, remoti ricordi e dolcissimi sogni. Sono richiami di cose segrete, sono metafore senza parole. Quei simboli, quegli emblemi ricorrenti nella sintesi di due universi, quello surreale e quello figurativo non sono altro che “paesaggi”, proiezioni interiori, “teatrini dell’amore del suo repertorio inconscio come possiamo ammirare nelle opere intitolate “Le danzatrici”, “La città del futuro” e “Uomo-donna”. Vi è racchiuso tutto un discorso composito, con un linguaggio legato all’artista, alle sue preoccupazioni spirituali, intime e pertanto non può essere rinchiuso nella etichetta di corrente pittorica perché dinamizza una pittura che cambia con la vita, un modo di creare un personale vocabolario cromatico, la delicatezza del segno, la leggerezza del colore, la morbidezza delle trasparenze, la fluidità del tocco e le evanescenti sfumature ottenute. Mi preme sottolineare che il credo nell’arte di Vittorio Gisberto Mariotti supera ogni barriera e non conosce frontiere e si afferma in virtù di una potenza creatrice particolarmente fertile e singolare, nei moduli e nei modelli. Le sue intuizioni, le sue soluzioni tecniche e pratiche confermano le sue apprezzabili capacità compositive e di amalgama dei colori. A mio giudizio, l’artista Vittorio Gisberto Mariotti merita i più calorosi consensi del pubblico e della critica perché la sua pittura è dolce, delicata, vibrante di luci e di colori, sognante, ricca di musicalità e di interessanti e validi messaggi per la società contemporanea. Antonio Malmo
 
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